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martedì 17 aprile 2018

Srila Prabhupada e Kaliya, la prima mucca dell’ISKCON

Prabhupada con la mucca Kaliya

Questo articolo fa parte di una serie che proietta New Vrindaban, fondata nel 1968 come prima comunità agricola dell’ISKCON, verso grandiose visioni, attraverso istruzioni specifiche date da Srila Prabhupada durante quattro visite. Oggi, i membri della comunità di Nuova Vrindaban e i sostenitori e benefattori stanno rivitalizzando la sua visione, come espresso in questi articoli.

Non c’è dubbio che proteggere le mucche era molto vicino al cuore di Srila Prabhupada.

In una serie di articoli della rivista Back to Godhead a metà degli anni ’50, stava già immaginando una comunità in cui i residenti vivessero una vita semplice e le mucche protette.

Nel 1966, poco dopo aver fondato la ISKCON a New York, Srila Prabhupada iniziò a chiedere ai suoi discepoli di fondare una comunità rurale, chiedendo loro di chiamarla “ISKCON-Nagari, oppure Nuova Vrindavana. E nel 1968, quando Hayagriva Das, Kirtananda Swami e un gruppo di altri devoti iniziarono Nuova Vrindavana, la prima fattoria della ISKCON che si trova sulle colline della Virginia Occidentale, li esortò a tenere delle mucche e dei tori e a mantenerli confortevolmente per tutta la loro vita come le loro proverbiali madri e padri.

Prabhupada spiegò che il latte di mucca può essere utilizzato per produrre ogni tipo di alimento, il loro sterco essiccato viene utilizzato come combustibile e i tori potevano tirare l’aratro per coltivare i cereali. Insieme offrono la possibilità di avere una vita pacifica e autosufficiente, libera dalla stress del mondo moderno e favorevole all’avanzamento nella coscienza di Krishna.

Inoltre spiegò ad Hayagriva, in una delle sue prime lettere sullo sviluppo di Nuova Vrindavana, che prendersi cura delle mucche era ciò che Sri Krishna faceva ogni mattina a Goloka Vrindavana:

Krishna con il suo esempio pratico ci ha insegnato a dare ogni protezione alle mucche, e questa dovrebbe essere l’attività principale di Nuova Vrindavana.

Prabhupada continuò a scrivere quasi ogni mese ai devoti di Nuova Vrindavana, spiegando i benefici della protezione delle mucche e dando dei consigli pratici.

Nel marzo del 1969 scrisse a Shyama Dasi: “Aspetto con ansia l’arrivo della vostra prima mucca”, e in aprile:

Spero che presto avrete una mucca a Nuova Vrindavana. Vrindavana senza mucche non ha un bell’aspetto, quindi appena possibile dobbiamo avere molte mucche.

I devoti erano felici di aver finalmente acquistato la loro prima mucca quando Srila Prabhupada visitò per la prima volta Nuova Vrindavana, nel maggio 1969. Aveva un manto nero con un segno bianco sulla fronte, dove i Vaishnava portano il tilak, ed era stata chiamata Kaliya, o “nerina”, da Prabhupada stesso.

Una delle prime cose che fecero i “Brijabasi” quando Prabhupada arrivò, fu quella di offrirgli un posto a sedere sotto un salice e poi gli portarono del latte fresco della mucca Kaliya. Poi in semicerchio si sedettero attorno a lui sull’erba, alzando lo sguardo trepidanti mentre Prabhupada portava la tazza alle labbra. Prabhupada rimase deliziato e disse: “Non ho mai assaggiato un latte come questo da cinquant’anni.” Entusiasti per aver soddisfatto il loro maestro spirituale, i devoti portarono Kaliya ad incontrarlo. Ranadhir Das la fece sfilare davanti a lui e Prabhupada la ammirò.

Non abbiamo mucche così grasse in India, nei tempi andati si, ma ora nessuno può dar loro bene da mangiare. Questo è il modo in cui i Veda calcolano la ricchezza di un uomo, in mucche e cereali.

Poi andò persino fino al granaio per vedere Ranadhir che riportava Kaliya nella sua stalla.

Durante la sua visita, che è durò un mese intero, Prabhupada continuò a incoraggiare i devoti e incontrò i responsabili della comunità per discutere della crescita della loro mandria da uno a cinquanta. Disse che il latte sarebbe stato sufficiente per almeno dieci persone o se ogni residente avesse avuto la propria mucca, avrebbe potuto vendere i prodotti del latte in eccesso e ottenere altre necessità della vita in quel modo.

Nuova Vrindavana e Kaliya rimasero nella mente di Prabhupada anche dopo la sua visita. Due giorni dopo aver lasciato Nuova Vrindavana scrisse da Los Angeles: “Penso sempre alla vostra Nuova Vrindavana. La prima cosa che ricordo è il sapore del latte. Il latte che abbiamo qui non è affatto paragonabile al latte di Nuova Vrindavana. ” E offrì persino di dare un contributo per avere più mucche nella comunità.

Nel corso dei mesi e degli anni successivi, Prabhupada fu molto contento di ricevere del formaggio e dei dolci a base di latte prodotti dalle mucche protette di Nuova Vrindavana; e insegnò ai devoti come prepararli. Scrisse loro: “L’idea di Nuova Vrindavana è che coloro che vivono lì dovrebbero produrre il loro cibo, tra cui il latte è la cosa principale.”

Dopo aver visitato nuovamente Nuova Vrindavana nel settembre del 1972 per tenere una serie di discorsi sul Bhagavat Dharma, fu molto contento dei progressi che aveva visto e disse: “Posso vedere che Krishna vi sta dando sempre più opportunità per lo sviluppo di questo progetto di Nuova Vrindavana. Quindi questo è molto bello. Sono molto contento che voi abbiate acquistato altre mucche.”

Ma avvisò anche i devoti di non dimenticare i tori.

La mucca è così meravigliosa e preziosa nella società, ma dovreste anche usare i tori impegnandoli a lavorare la terra. Le persone possono pensare che sia qualcosa di primitivo, ma è molto pratico per utilizzare i tori.

Quando nel luglio del 1974 Prabhupada visitò ancora Nuova Vrindavana, il suo programma di protezione delle mucche stava prosperando. C’erano cento mucche divise in tre fattorie, Bahulaban, Vrindavana e Madhuvan, tra cui sedici mucche da latte che producevano oltre seicento litri di latte la settimana. Una quarta fattoria, Nandagram, ospitava dei giovani buoi che venivano addestrati in squadre. Prabhupada visitò la stalla di Bahulavan e osservò da vicino le mucche in entrambe le corsie. Si fermò da Shukla, di cui aveva bevuto il latte, e le accarezzò la testa. Poi vide che la mucca Satyabhama veniva munta e quando gli dissero che stava dando circa cinquanta litri di latte al giorno disse a Devakinandana Das: “Qui state facendo le cose in modo meraviglioso.”

Dopo la sua visita, Prabhupada scrisse che era “molto felice” mentre si trovava a Nuova Vrindavana e godeva della sua atmosfera, e “in particolare del programma di protezione delle mucche.”

Continuò a incoraggiare i devoti a creare una comunità agricola che potesse dare l’esempio di come trattare le mucche:

Lasciate che altre aziende vedano come ne traiamo beneficio e questo sarà l’esempio vivente per le persone che consumano la carne di mucca invece che il latte di mucca.

Nel 1976, quando visitò Nuova Vrindavana per l’ultima volta, la comunità si prendeva cura di quattro squadre di buoi e di oltre 150 mucche. A Bahulavan era stato costruito un nuovo granaio e Prabhupada lo visitò per vedere le mucche e i quattro vitelli che erano appena nati. Lasciò che uno di loro gli leccasse la mano mentre un devoto gli disse che le mucche producevano circa 120 litri di latte al giorno, che loro trasformavano in ghi, formaggio e latticello. Prabhupada ne fu soddisfatto.

Ma c’era una mucca che non aveva ancora visto, Kaliya, che ora aveva quattordici anni, ed era la matriarca in pensione della mandria di Nuova Vrindavana. Aveva dato alla luce otto vitelli, e fino all’anno precedente produceva ancora circa sei litri di latte al giorno per il Signore e per i devoti, nonostante avesse delle malattie comuni per le mucche della sua età, come un problema agli occhi e alle vie respiratorie. Nella rivista Brijbasi Spirit, Amburish Das, che si curava delle mucche, descrisse Kaliya come la più piccola mucca di Nuova Vrindavana, con un peso di circa 400 chili.

Non spingeva mai le mucche per mangiare per prima il grano, come facevano le altre, ma stava pazientemente ad aspettare il suo turno. Ci potrebbero essere delle mucche miti, ma Madre Kaliya è anche più che mite, è una devota. La sua umiltà non ha eguali.

Questa rara anima incontrò finalmente Srila Prabhupada dopo sette anni in un modo che lasciò un segno indelebile nella mente e nel cuore di coloro che vi assistettero.

Verso la fine della sua visita, Prabhupada stava camminando con un folto gruppo di devoti per andare a vedere Sri Sri Radha Vrindaban Nath nel tempio che si trovava nella vecchia fattoria di Vrindavana, dove risiedeva Kaliya. Era una bella mattina, i raggi del sole nascente brillavano attraverso una leggera foschia.

Mentre Prabhupada camminava per un tornante del sentiero, vide in lontananza la fattoria di Vrindavan e uno dei devoti, Advaitacarya Das, gli indicò una piccola mandria di mucche in cima alla “Collina Govardhana”, che si ergeva alla loro sinistra e disse: “Srila Prabhupada, guarda! C’è Kaliya, lei è la nostra prima mucca, tu hai bevuto il suo latte.”

All’improvviso, mentre Prabhupada la guardava, Kaliya si staccò dal branco e si fece strada da sola lungo il pendio. Allungando il passo, arrivò proprio di fronte a Srila Prabhupada e cominciò a camminare con lui come se fosse stata un animale domestico. Srila Prabhupada semplicemente disse: “Ah, la mia cara vecchia amica Kaliya.” Continuò a camminare con lui per un pò, c’era un legame silenzioso tra loro due che i devoti sentirono tutti. Poi, Kaliya accelerò il passo e scomparve oltre l’orizzonte.

Per me è stata un’esperienza mistica”, dice Advaita. “Srila Prabhupada ci ha sempre detto che tutti stiamo cercando di raggiungere Vrindavana, dove Krishna e i suoi amici pastori stanno giocando eternamente e si prendono cura delle mucche, e vedere Kaliya scendere dalla collina e camminare con lui in quel modo ha reso tutto molto reale.

Dopo quell’ultima visita a Nuova Vrindavana, Prabhupada continuò ad incoraggiare i devoti a organizzare dei programmi di protezione delle mucche in tutto il mondo. E a tutti loro, ha dato Nuova Vrindavana come comunità modello da emulare, la casa di Kaliya, la “Regina di Nuova Vrindavana”, la prima mucca della ISKCON.

Madhava Smiullen (ISKCON News, Da una ricerca d’archivio di Chaitanya Mangala das)

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