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sabato 20 gennaio 2018

giovedì 18 gennaio 2018

Samosa di mele

(12 samosa)

Impasto

250 grammi di farina bianca

80 grammi di burro ammorbidito

70 grammi di yogurt

un pizzico di sale

4 cucchiai di acqua

 

Ripieno

5 mele mature di grandezza media

60 grammi di zucchero integrale

la scorza di 2 limoni

  

Unite in una terrina la farina, il burro, lo yogurt e il sale. Lavorate l’impasto per qualche minuto e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora.

Sbucciate le mele, tagliatele o grattugiatele, mettetele in pentola con 60 grammi di zucchero di canna. Fatele cuocere a fuoco lento finché il composto raggiunge la consistenza di una marmellata. Aggiungete la scorza grattugiata finemente di 2 limoni.

Lasciate cuocere le mele ancora per qualche minuto e poi fatele raffreddare.

Quando il ripieno è freddo riempite i samosa e chiudeteli. Mettete in forno caldo a 170° per circa 25 minuti. Spolverate di zucchero integrale frullato o zucchero a velo.

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All’IFOM individuano le molecole che bloccano la riparazione delle cellule tumorali

Altrogiornale.org
All’IFOM individuano le molecole che bloccano la riparazione delle cellule tumorali.

Un approccio innovativo nella guerra contro i tumori che apre nuove prospettive terapeutiche di medicina personalizzata e che individua le strategie migliori per impedire la riparazione del DNA nelle cellule tumorali. E’ il risultato della ricerca di IFOM e CNR Pubblicata su Nature Cell Biology. Sostenuto da AIRC e da un finanziamento europeo ERC, lo

All’IFOM individuano le molecole che bloccano la riparazione delle cellule tumorali
Richard.

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Il bhakti rasa

Sua Divina Grazia A.C.Bhaktivedanta Swami Prabhupda

Bhakti significa servizio devozionale. Tutti gli esseri in questo mondo accettano di servire in un modo o nell’altro, spinti dall’attrazione che esercita su di loro questa o quella forma di servizio, oltre che dai benefici che ne derivano. Così, spinto dall’affetto per la moglie e i figli, il padre di famiglia lavora giorno e notte, lo stesso fa il nazionalista per amore della patria, e il filantropo per amore dell’umanità. La forza che spinge il filantropo, il padre di famiglia e il nazionalista è chiamata rasa, una specie di dolce sentimento. Ma il bhakti-rasa è differente dal rasa che cercano i materialisti faticando giorno e notte. Il gusto di questo rasa, che procura soddisfazione solo ai sensi materiali, non dura a lungo, perciò i materialisti sono sempre alla ricerca di nuovi mezzi di soddisfazione. Un uomo d’affari, per esempio, dopo aver lavorato tutta la settimana, vorrà isolarsi per qualche giorno in un luogo dove poter dimenticare le sue preoccupazioni. Ma dopo questa fuga dovrà tornare di nuovo ai suoi affari.

Impegno materiale significa accettare una particolare situazione per un certo periodo di tempo e quindi cambiarla. Questo alternarsi di ricerca del piacere e di rinuncia è detto bhoga-tyaga. Un essere vivente non può rimanere in modo permanente né nel godimento dei sensi né nella rinuncia. Questa successione di stati transitori non può procurare la felicità che corrisponde alla natura eterna dell’essere vivente. Il piacere materiali non dura a lungo, perciò è chiamato capala-sukha, o felicità evanescente. Per esempio, un padre che lavora duramente giorno e notte riuscendo ad assicurare una situazione agiata alla sua famiglia ottiene una certa soddisfazione, ma la sua scalata alla felicità materiale termina col corpo appena la sua vita finisce. Per gli atei dunque Dio è rappresentato dalla morte.

Il devoto realizza Dio attraverso il servizio devozionale che Gli offre, mentre l’ateo realizza la presenza di Dio nella forma della morte. Alla morte tutto finisce, e comincia un nuovo capitolo di vita in una nuova situazione, forse superiore o forse inferiore alla precedente. In qualsiasi campo di attività –politica, sociale, nazionale o internazionale- il risultato della azioni di un uomo finirà con la fine della sua vita. Questo è certo.

Ma il bhakti-rasa, il dolce sentimento che si prova servendo il Signore con amore e devozione, non finisce con la fine della vita. Continua anche dopo la morte, perciò è chiamato amrita, eterno. Questo fatto è confermato in tutti gli Scritti vedici, in particolare nella Bhagavad-gita, in cui si afferma che sviluppando il bhakti-rasa, anche in piccole proporzioni, ci si può salvare dal pericolo più grande, quello di non saper approfittare della vita umana per raggiungere la perfezione spirituale. Invece, i rasa materiali che le nostre occupazioni familiari o sociali ci procurano non possono garantirci nemmeno una forma umana nella prossima vita. Le azioni compiute in questa vita determinano la natura del nostro prossimo corpo, e ci permettono di rinascere in condizioni più o meno favorevoli. L’essere vivente si vedrà offrire un particolare tipo di corpo come risultato delle azioni compiute nel corpo attuale. Queste azioni sono valutate da un’autorità superiore, conosciuta come daiva, l’autorità di Dio.

La Bhagavad-gita definisce il daiva come la causa prima di ogni cosa, e lo Srimad-Bhagavatam aggiunge che l’anima si riveste di un corpo per la forza del daiva-netra, cioé sotto il controllo dell’Autorità Suprema. Si parla generalmente di destino per tradurre l’idea di questa forza. È questa forza che dirige l’essere verso una delle 8.400.000 specie viventi. La scelta non dipende dalla nostra preferenza, ma il corpo ci è dato secondo il nostro destino. Tuttavia, colui che consacra ogni azione a Krishna ha la garanzia di ottenere almeno un corpo umano.

(Tratto da ‘Il Nettare della Devozione’, Bhaktivedanta Book Trust Italia)

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mercoledì 17 gennaio 2018

Appunti di astrologia

L’oroscopo rappresenta una mappa del destino. I segreti che esso contiene possono essere rivelati solo da un astrologo vedico.

Ora vi starete chiedendo:

Cos’è l’astrologia vedica?

Probabilmente avrete sentito parlare di astrologia, chi non ne ha sentito parlare? Ma pochissimi conoscono l’astrologia vedica, l’argomento di questo articolo. I Veda sono le più antiche scritture conosciute al mondo, sono antiche di più di 5.000 anni.

Il vasto oceano della conoscenza vedica comprende sia la conoscenza materiale che quella spirituale; è una conoscenza perfetta che è stata rivelata da Sri Krishna (Dio) ai Rishi, i saggi della cultura vedica. L’astrologia fa parte della letteratura vedica, ed è stata preservata e tramandata da tempo immemorabile dalla guru-parampara, la catena disciplica. L’astrologia vedica è l’astrologia originale, che esisteva migliaia di anni fa in quello che oggi è conosciuto come il subcontinente indiano. Si è poi gradualmente diffusa in altre culture come quella babilonese, persiana, greca, cinese, ecc. L’astrologia vedica, essendo parte dei Veda, è completamente coerente con il pensiero filosofico vedico. Questo significa che un serio astrologo deve aver assimilato veramente la filosofia vedica, vissuto la vita di un brahmana vedico e aver eseguito le sue pratiche spirituali.

Quando si tratta di sviluppare una visione divina, abilità indispensabile per consentire ad un astrologo di consigliare correttamente gli altri, è giusto non sottovalutare l’effetto combinato di un’autentica conoscenza filosofica unita ad un autentico stile di vita spirituale.

La carta astrologica, l’oroscopo, è una rappresentazione simbolica della posizione della Terra, dei pianeti e delle stelle al momento della nascita di un essere umano. È un linguaggio divino, un crittogramma mistico mediante il quale Dio ci comunica quale sarà il destino di una certa persona, sapendo questo, una persona saggia eserciterà il suo libero arbitrio per ottimizzare il risultato delle sue azioni.

Destino, libero arbitrio e astrologia vedica

L’astrologia vedica spiega che la vita è un’interazione sia del destino che del libero arbitrio. Il destino è il risultato del nostro precedente esercizio del libero arbitrio. Nella nostra vita spesso ci troviamo di fronte a delle scelte che ci vengono presentate dalle nostre circostanze ambientali. Abbiamo la libertà di scegliere “a” o “b”, ma una volta presa la decisione, dobbiamo accettare le conseguenze della nostra scelta. La conseguenza può essere immediata o può essere ritardata di migliaia di vite. In ogni caso, la reazione, piacevole o spiacevole, arriverà all’ora stabilita da autorità superiori.

Come dice Canakya Pandita:

Proprio come un vitello può trovare sua madre in una mandria di 10.000 mucche, allo stesso modo, le tue [re]azioni ti troveranno.

Le reazioni alle azioni della vita sono inevitabili per tutti, tranne per coloro che sono completamente devoti di Dio (tramite la pratica del Bhakti-yoga). Quando una reazione karmica matura e fruttifica, crea una nuova situazione, un nuovo ambiente che ci offre più scelte nelle quali esercitare il nostro libero arbitrio.

Quindi, la vita è un’interazione sia del destino che del libero arbitrio come è stato precedentemente affermato.

Consideriamo un esempio di come questo meccanismo funziona. Supponiamo che qualcuno sia nato in una famiglia povera a causa del cattivo karma creato da lui in una vita precedente, e così sia cresciuto in un ghetto circondato dal crimine e dalla povertà. Diciamo, ipoteticamente, che ha due scelte. Può biasimare la società per i mali che deve subire e quindi cercare di vittimizzare la società seguendo la via del crimine per acquisire del denaro; oppure può assumersi la responsabilità della sua situazione e cercare di migliorarsi con un’educazione e un onesto impegno. Supponiamo che scelga la prima possibilità, quella del crimine, e derubi diverse persone. Alla fine verrà catturato (se non sarà ucciso prima) e mandato in carcere, una reazione naturale per il suo comportamento criminale. Ma anche quando è in carcere ha ancora delle possibilità, anche se più limitate di quelle di un uomo libero. Può scegliere di essere un criminale incallito o di essere un prigioniero modello e riformarsi. Ogni scelta avrà una reazione. Quindi possiamo vedere che la vita è un’interazione intricata di destino (karma) e di libero arbitrio.

Shyamasundara dasa

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Appunti di astrologia

L’oroscopo rappresenta una mappa del destino. I segreti che esso contiene possono essere rivelati solo da un astrologo vedico.

Ora vi starete chiedendo:

Cos’è l’astrologia vedica?

Probabilmente avrete sentito parlare di astrologia, chi non ne ha sentito parlare? Ma pochissimi conoscono l’astrologia vedica, l’argomento di questo articolo. I Veda sono le più antiche scritture conosciute al mondo, sono antiche di più di 5.000 anni.

Il vasto oceano della conoscenza vedica comprende sia la conoscenza materiale che quella spirituale; è una conoscenza perfetta che è stata rivelata da Sri Krishna (Dio) ai Rishi, i saggi della cultura vedica. L’astrologia fa parte della letteratura vedica, ed è stata preservata e tramandata da tempo immemorabile dalla guru-parampara, la catena disciplica. L’astrologia vedica è l’astrologia originale, che esisteva migliaia di anni fa in quello che oggi è conosciuto come il subcontinente indiano. Si è poi gradualmente diffusa in altre culture come quella babilonese, persiana, greca, cinese, ecc. L’astrologia vedica, essendo parte dei Veda, è completamente coerente con il pensiero filosofico vedico. Questo significa che un serio astrologo deve aver assimilato veramente la filosofia vedica, vissuto la vita di un brahmana vedico e aver eseguito le sue pratiche spirituali.

Quando si tratta di sviluppare una visione divina, abilità indispensabile per consentire ad un astrologo di consigliare correttamente gli altri, è giusto non sottovalutare l’effetto combinato di un’autentica conoscenza filosofica unita ad un autentico stile di vita spirituale.

La carta astrologica, l’oroscopo, è una rappresentazione simbolica della posizione della Terra, dei pianeti e delle stelle al momento della nascita di un essere umano. È un linguaggio divino, un crittogramma mistico mediante il quale Dio ci comunica quale sarà il destino di una certa persona, sapendo questo, una persona saggia eserciterà il suo libero arbitrio per ottimizzare il risultato delle sue azioni.

Destino, libero arbitrio e astrologia vedica

L’astrologia vedica spiega che la vita è un’interazione sia del destino che del libero arbitrio. Il destino è il risultato del nostro precedente esercizio del libero arbitrio. Nella nostra vita spesso ci troviamo di fronte a delle scelte che ci vengono presentate dalle nostre circostanze ambientali. Abbiamo la libertà di scegliere “a” o “b”, ma una volta presa la decisione, dobbiamo accettare le conseguenze della nostra scelta. La conseguenza può essere immediata o può essere ritardata di migliaia di vite. In ogni caso, la reazione, piacevole o spiacevole, arriverà all’ora stabilita da autorità superiori.

Come dice Canakya Pandita:

Proprio come un vitello può trovare sua madre in una mandria di 10.000 mucche, allo stesso modo, le tue [re]azioni ti troveranno.

Le reazioni alle azioni della vita sono inevitabili per tutti, tranne per coloro che sono completamente devoti di Dio (tramite la pratica del Bhakti-yoga). Quando una reazione karmica matura e fruttifica, crea una nuova situazione, un nuovo ambiente che ci offre più scelte nelle quali esercitare il nostro libero arbitrio.

Quindi, la vita è un’interazione sia del destino che del libero arbitrio come è stato precedentemente affermato.

Consideriamo un esempio di come questo meccanismo funziona. Supponiamo che qualcuno sia nato in una famiglia povera a causa del cattivo karma creato da lui in una vita precedente, e così sia cresciuto in un ghetto circondato dal crimine e dalla povertà. Diciamo, ipoteticamente, che ha due scelte. Può biasimare la società per i mali che deve subire e quindi cercare di vittimizzare la società seguendo la via del crimine per acquisire del denaro; oppure può assumersi la responsabilità della sua situazione e cercare di migliorarsi con un’educazione e un onesto impegno. Supponiamo che scelga la prima possibilità, quella del crimine, e derubi diverse persone. Alla fine verrà catturato (se non sarà ucciso prima) e mandato in carcere, una reazione naturale per il suo comportamento criminale. Ma anche quando è in carcere ha ancora delle possibilità, anche se più limitate di quelle di un uomo libero. Può scegliere di essere un criminale incallito o di essere un prigioniero modello e riformarsi. Ogni scelta avrà una reazione. Quindi possiamo vedere che la vita è un’interazione intricata di destino (karma) e di libero arbitrio.

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