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lunedì 18 aprile 2016

La trivella era vegana, purtroppo, e vi spiego...





   
Fabio Moretti
18 aprile alle ore 6:07
 
La trivella era vegana, purtroppo, e vi spiego perché.

Delusione di alcune/i o felicità di altri non vi parlerò del Rocco nazionale, ma del referendum appena votato senza raggiungimento del quorum.
Il tema era banale, far si che le multinazionali petrolifere non avessero a vita il diritto di estrarre pressoché gratis senza nemmeno l'onere di dover smantellare gli impianti esauriti dichiarandoli invece ancora attivi.
Esattamente come è banale che uccidere per vivere sia stupido, faccia male alla salute e devasti il pianeta.
Due situazioni logiche inopponibili.
Invece a difendere una legge assurda sono scesi in campo ex presidenti della repubblica, il duce di rignano, i giornalisti di regime, i lobbisti. Ci mancavano i sette nani.
Un pubblico ufficiale non può invitare al non voto referendario eppure compiendo reato penale è stato fatto, e la magistratura ad ora ha taciuto.
Unico che non è sceso in campo col salame è stato il solito giornalista di radio24 che fa la voce di Confindustria.
Così i tamburi del mainstream TV e carta stampata hanno suonato e il pifferaio magico è riuscito a non far votare il 70% degli italiani. In realtà diciamo molti meno perché negli aventi diritto ci sono un 30% di anziani ormai convinti che i loro ultimi anni vadano vissuti come Clark Gable quando saluta Rossella O'Hara in Via col vento. E francamente si è visto anche oggi che ormai se ne infischino di tutto e tutti, anche dei loro nipoti. E su questi ormai non c'è nulla da fare.
Giorno dopo giorno si è convinto una parte degli altri italiani che Tempa Rossa sia un indiana procace, che le trivelle siano d'arredo, che le multinazionali sono le samaritane del paese. E le masse di sciure Marie, le stesse che guardano Forum, la D'Urso e il pranzo e servito hanno ubbidito.
Del resto sono le stesse che con i signor Mario ascoltano calabrese decantare la carne, che si comprano i nuovi tortellini rana, che bevono latte per l'osteoporosi.
Internet ha spiegato razionalmente il SI al referendum come spiega ogni giorno il SI alla scelta vegan. Inutile. Questo zoccolo duro non è raggiunto dal new media e aspetta ancora che torni Emilio Fede al Tg4 e Pippo Baudo a Domenica in.
Questi italiani vedono lo speciale del Tg1 sugli allevamenti intensivi, si commuovono e il giorno dopo mangiano la fettina, sentono l'amico a cui l'oncologo ha tolto i latticini e poi si fanno pane e formaggio.
A questo punto si potrebbe concludere con un "piove governo ladro".
Però io voglio fare una riflessione critica e costruttiva.
Referendum sulle trivelle e veganismo sono ognuno per sé stesso autoreferenziali e tautologici e mi spiego.
I gruppi ambientalisti, animalisti e di alcune forze politiche erano pieni di appelli al voto ripetuti all'infinito fra un target alla fine identico che si è autocondiviso le sue ragioni. Se vogliamo dirlo in altro modo onanismo referendario. La pagina tipica opposta, quella di Amici della De Filippi, neanche aveva un commento sulle ragioni del voto. Ma come non lo aveva quella di Vasco o del Milan.
Normale direte voi. No.
No perché la pervasività di questi messaggi deve andare in off topic e colpire traversalmente in campo neutro, o non è vincente.
E non l'abbiamo fatto per il referendum come non lo facciamo mai per il veganismo.
La trivella è vegana perché un gruppo di potere e d'interesse minoritario e circoscritto ha convinto all'assurdo decine di milioni di italiani con propaganda e persuasione (più o meno occulta), così come le lobby carniste con i loro lacchè della stampa e politici senza pelo sullo stomaco ogni giorno riescono a non far vedere che un pezzo di carne sia un pezzo di cadavere.
C'è molto da fare, si è solo persa una battaglia. Importante è reagire e sapere come demolire Matrix e disvelare la vera realtà ai sordociechi vittime del sistema.
Ognuno di noi deve essere capace di essere Neo, possiamo farcela insieme.
Govegan.

#italiavegana (il gruppo)